Continuità operativa: cosa vuol dire ai tempi del coronavirus

Business Continuity | 20, mag 2020

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La pandemia di Covid-19 ha minacciato la continuità operativa delle aziende italiane, ora alle prese con la Fase 2 dell’emergenza. Molte imprese nel corso degli ultimi mesi hanno dovuto interrompere le proprie attività per rispettare appieno le disposizioni di legge sul contenimento dell’epidemia, altre hanno avuto difficoltà con clienti o con fornitori che hanno pregiudicato la produttività.  

 

Conseguenze economiche e sociali

Le conseguenze di tale situazione sono certamente di natura economicaMa non solo.  

L’interruzione della business continuity ha ripercussioni sociali importanti: licenziamenti, riduzione dei salari, senso di precarietà impattano in modo negativo sulle persone e le loro famiglie.  

 

Elementi che entrano in gioco in una crisi 

Tuttavia, corretto approccio imprenditorialestrumenti adeguati e partner commerciali affidabili sono elementi che possono scongiurare gli scenari più difficili. Vediamo in che modo dunque è possibile preservare la continuità operativa e superare le difficoltà del momento, limitando gli effetti collaterali della crisi sanitaria. 

 

 

Che cos’è la continuità operativa

In primis, è necessario avere chiaro il concetto di continuità operativa. Si tratta della capacità che una realtà produttiva ha di portare avanti le proprie attività con costanza, pur in uno scenario difficile, evitando interruzioni che potrebbero compromettere l’intero business dell’azienda. 

 

Da dove viene il concetto di business continuity

Questa concezione è entrata nella quotidianità delle imprese con l’introduzione dell’informatica. Man mano infatti che la tecnologia si è imposta sempre di più come soluzione strategica per il corretto funzionamento degli apparati produttivi aziendali, si è presentato il problema di come superare un possibile malfunzionamento delle macchine garantendo comunque l’operatività. Così, si è sviluppato lo studio delle soluzioni atte a favorire la business continuity.  

 

Continuità operativa e cyber secuity: un tema di forte attualità 

In effetti, è interessante sottolineare come nell’ambito della cyber security, il tema sia oggi particolarmente di attualità. Incidenti informatici come i data breach o in generale lo sfruttamento di vulnerabilità nei sistemi da parte di malintenzionati, possono compromettere la continuità operativa delle organizzazioni, con conseguenze anche gravi non solo sul business, ma anche sui soggetti che fruiscono di quei servizi intaccati.  

 

La resilienza nel business

L’attualità offre l’occasione per riflettere su come le aziende stiano, loro malgrado, avendo a che fare con questo concetto.  

L’emergenza coronavirus ha spinto il Governo ad adottare misure per il contenimento dell’epidemia che puntassero al distanziamento sociale. Le attività produttive di vari settori sono state chiuse, alcune hanno avuto la possibilità di riaprire a fine aprile, altre da inizio maggio, ma altre ancora potranno farlo solo da giugno. Mesi senza lavorare per alcuni si sono tramutati in una sentenza di fallimento.  

Molti hanno invece dimostrato resilienza: è questa nel business, come nella vita, la capacità di far fronte alle difficoltà e di saper gestire la situazione di crisi. Un esempio sono le imprese che hanno riconvertito la loro produzione in dispositivi di protezione individuale, oppure le ditte che hanno abbracciato e spinto oltre il livello di digitalizzazione per poter continuare a offrire i propri servizi, sebbene con modalità diverse dal solito.  

 

Preservare la continuità operativa nell’emergenza coronavirus

Emerge quindi che questa situazione imprevista ha favorito lo sviluppo di processi innovativi, portando anche chi non aveva investito in ICT ad affrontare una trasformazione digitale accelerata per superare gli ostacoli imprevedibili che si sono presentati in questo 2020.  

La continuità operativa ha rappresentato la leva per far funzionare il proprio business e salvarlo dalla fine, ma non solo. Con l’obiettivo di proseguire la propria attività e non chiudere, gli imprenditori si sono trovati di fronte a delle scelte coraggiose da compiere per evolvere e non estinguersi 

 

 

Digitalizzazione dei processi e sicurezza: la via è tracciata 

Una lezione importante anche per il post epidemia e, in generale, per il domani: l’implementazione di innovazioni che hanno portato a digitalizzare la maggior parte dei processi non deve rappresentare una soluzione temporanea per affrontare l’emergenza. Non si può tornare indietro, è importante che le aziende puntino sempre di più sull’ottimizzazione dei processi attraverso soluzioni digitali, che permettano di contenere i costivelocizzare i tempirendere più efficienti i servizi e, ovviamente, garantire un livello di sicurezza tale da preservare la continuità operativa. E, nell’intraprendere questo percorso, gioca un ruolo cruciale la scelta dei propri partner di business: è fondamentale avvalersi di aziende che dimostrino di aver investito preventivamente in soluzioni tecnologiche adeguate, che coltivino al loro interno una cultura dell’innovazione e riescanonel contempo, ad assicurare ottimi livelli di sicurezza a beneficio della continuità operativa propria e dei loro clienti. 

Il coronavirus ha rappresentato, pur con tutte le circostanze negative legate alla sua diffusione, una leva per la trasformazione digitale di settori che da un giorno all’altro si sono trovati di fronte al rischio di subire la crisi con le peggiori conseguenze possibili. La rapida adozione di soluzioni di smart working, il ricorso a tecnologie innovative come IoT e intelligenza artificiale, che potessero sostituire gli umani in certe mansioni routinarie, evitando rischi di contagio, così come l’introduzione di sistemi gestionali altamente qualificati, hanno costituito gli elementi fondamentali della resilienza aziendaleIn questo senso,  

 

La tecnologia ha rappresentato un salvagente nella tempesta per molte aziende: la sfida ora sarà non tornare indietro, ma valorizzare sempre di più l’uso del digitale per preservare la continuità operativa e del “fare business”.  

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